Derby d’Italia – Il nord Italia è diviso in due

Il secondo derby presentato dai campioni dell’Inter non assomiglia a quello di sabato scorso. La partita contro la Lazio può essere definita una semplice partita della stagione.

Il derby con la Juventus, invece, come si svolgerà domani sera a Milano, è una delle partite dell’anno. Del resto, non è un caso che di tutte le partite tra le big dei paesi vicini, l’Italia definisce Inter-Juventus il “derby d’Italia”.

Perché ciò che separa i due club sono più di 126 chilometri di distanza tra Torino e Milano. La rivalità tra i due gruppi si è discussa anni fa anche nelle sedi del Parlamento italiano.

Per il famoso rigore di Juliano su Ronaldo nell’aprile 1998, mai fischiato e segnato in tutto il campionato finito alla Juventus. Fu, vedete, una rivalità tra due grandi famiglie italiane con una grande influenza sulla vita economica e politica del paese: la famiglia Anielli e la famiglia Moratti.

Il termine “derby d’Italia”, invece, appartiene al leggendario giornalista italiano Gianni Brera, che decenni fa aveva descritto il gioco delle due squadre per descrivere al meglio la rivalità tra loro che trascende i confini angusti. Limite di gioco di 90 minuti.

In particolare, nel 1967 Brera aggiunse la Juventus, che ne aveva già 13, e l’Inter, che ne aveva 10. Disse che si trattava di due squadre mai retrocesse, cosa rara all’epoca, due squadre guidate da due club italiani. le famiglie più potenti, le due città più potenti degli stati del nord Italia di Torino e Milano, provengono da due province, Piemonte e Lombardia, anch’esse in conflitto da anni.

Non voleva troppo: era per lui – ed è stato adottato per generazioni come il più grande derby d’Italia. “Perché Inter – La Juventus è il Derby d’Italia? Ma le ragioni sono mille e nessuna. “Cuori, soprattutto, perché riguarda i due club più seguiti d’Italia”, ha aggiunto anni dopo il parere di Brera, altro grande giornalista. del paese, Vladimiro Caminiti.

In questi anni, dalla prima partita tra loro nel 1909, disputata al “Corso Sebastopol” di Torino e dal 2-0 contro la Juventus fino ad oggi, i nostri occhi hanno visto molto in questo derby. Una delle date importanti del Derby d’Italia fu il 16 aprile 1961 quando la partita tra loro a Torino fu sospesa il 31 a causa di un’invasione dei tifosi bianconeri.

L’Inter ha inizialmente preso la partita sulla carta con 2-0, ma l’appello della Juventus è stato giustificato e la Federazione ha deciso di rigiocare la partita il 10 giugno. L’allora presidente dell’Inter, Angelo Moratti (il padre di Massimo Moratti), riteneva che la decisione fosse influenzata dalla presenza di Uberto Anielli alla presidenza della Federcalcio italiana.

Uberto è fratello di Gianni Anielli, allora presidente della Juventus. Moratti ha deciso di portare in campo le giovanili e la Juventus non ha mostrato pietà: il punteggio finale è stato di 9-1 per il Torino. https://www.youtube.com/watch?v=aPknWzqDXqA

Una partita storica è considerata anche quella del 3 novembre 2012 con uno dei protagonisti, “noi” Andrea Stramatsoni. All’epoca tecnico dell’Inter, Stramaccioni e la sua squadra vinsero 3-1 all’interno del nuovo stadio della Juventus. E questa è stata la prima sconfitta dei “Bianconeri” nello stadio di nuova costruzione dopo tre stagioni e 49 partite di imbattibilità.

Naturalmente, lo scandalo “Kaltsiopoli” che ha scosso il calcio italiano a metà del decennio 2001-2010 ha anche riversato molta acqua sul campo di gara. La retrocessione della Juventus nell’estate del 2006 ha fatto vantare all’Inter di essere l’unica squadra del Calcio a non essere mai retrocessa. E gli è valso il titolo, dopo che due titoli sono stati sottratti alla Juve di cui uno finito con un odiato avversario che è arrivato secondo nel 2006.

Una decisione che ha portato i tifosi bianconeri a credere che lo scandaloso caso fosse un complotto orchestrato esclusivamente dall’Inter e per questo Milan e Lazio sono state punite con la detrazione di punti.

L’odio degli uomini nei loro confronti non è un proverbio e si esprime anche nei trasferimenti. Così gli amici dell’Inter sono riusciti a bloccare la “trucca” pianificata dalle amministrazioni di entrambe le squadre e hanno voluto (“Bianconero”) Vucinic e (“nerazzurro”) Guarin a cambiare maglia. 30 “Insieme alla Juventus in Serie B è caduta anche la reputazione”.

E’ stata la reazione dell’Inter quando Andrea Anielli ha commentato l’addio di Massimo Moratti alla presidenza dell’Inter, riferendosi a un periodo “caratterizzato dalla follia come accettare uno scudetto che non ha mai vinto”.

Poldi Mazzi

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