L’Atalanta ha acquistato l’Atleti Azzurri d’Italia e ‘FFT’ illustra i piani dell’intera squadra italiana che vuole mettersi sulla strada giusta.
West Brom – Il Chelsea ritorna se Hazard segna il primo gol (21+).
Nel settembre 2011 la Juventus ha inaugurato un nuovo stadio di proprietà privata, compiendo un passo abbastanza ovvio per i massimi campionati europei ma allo stesso tempo… senza precedenti ed enorme per uno di questi campionati: il campionato italiano. Quasi sei anni dopo, a Torino si godono i risultati dei propri investimenti a tutti i livelli, il che è automaticamente la prova che altri Paesi dovrebbero seguire l’esempio. Alcuni lo hanno fatto, altri stanno iniziando a farlo, rendendosi conto che nel calcio moderno avere una propria casa è importante.
Sassuolo e Udinese sono due squadre che sono state proposte, negli ultimi anni o nel tempo, come modelli per l’operato delle altre squadre italiane nelle loro stanze. Ciò non è dimostrato solo dalle loro sagge politiche finanziarie o dal loro sostegno ai giovani calciatori di talento. Lo hanno dimostrato anche con il modo in cui hanno gestito la questione stadi, dopo che i Neroverdi hanno acquistato il MAPEI Stadium mentre i Friulani hanno ricostruito il Friuli e ora godono della moderna Dacia Arena. Ora l’Atalanta ha deciso di seguire le loro orme, acquistando l’Atleti Azzurri d’Italia dal comune di Bergamo.
L’Amministrazione comunale ha fatto sapere di attendere l’offerta migliore e ovviamente è stata l’Atalanta ad accettare la cifra (di soli) 8,6 milioni di euro. Fatto ciò, sulla base delle condizioni poste dall’amministrazione cittadina, entro i prossimi sei mesi il club dovrà presentare il progetto di ammodernamento dello stadio, ricostruzione parziale (possibile) o totale (molto difficile), che dovrà essere completata entro e non oltre i prossimi sei anni. In questo modo i Bergamaski, che sfornano talenti pazzeschi e da loro hanno ricevuto e si aspettano di ricevere più (tanti) soldi, iniziano un’altra strada, migliore, in termini di funzionamento complessivo del club e di sfruttamento. il loro campo, adesso. E dopo Juventus, Sassuolo, Udinese e Atalanta, ci sono altre quattro squadre che hanno annunciato la volontà di continuare a costruire nuovi stadi.
Il nuovo stadio della Roma è una storia dolorosa… Gli americani annunciarono subito dopo aver acquistato le azioni della famiglia Sensi nell’estate del 2011 che i loro piani immediati erano che i giallorossi acquisissero il loro stadio il prima possibile. Nel 2014 lo calcolarono inizialmente Tommaso Di Benedetto e Giacomo Pallotta, poi quest’ultimo, che fu presidente e amministratore delegato, parlò del 2016 e ora chiese pazienza fino al 2020. “La prima pietra arriverà verso la fine del 2018 con gennaio 2019” , è stata la relativa dichiarazione di Pallotta dopo l’accordo con cui ha ottenuto, almeno inizialmente, il progetto Roma dal comune della capitale italiana.
Un progetto che prevede la realizzazione di uno stadio da 55mila posti e numerose aree commerciali. Quest’ultimo, ovviamente, non piacque molto al governo della città romana, che approvò il piano ma… lo tagliò il più possibile. Le tre torri Libeskind, ad esempio, che avrebbero dovuto puntare al settore commerciale, hanno dovuto essere rimosse e a Roma è stata data una nuova scadenza, il 10 giugno, per presentare i nuovi progetti. Un piano sulla stessa linea ma con un ambiente diverso per dare l’approvazione finale e organizzare le cose. Quanta burocrazia, certo, visto che il Comune di Roma, due anni fa, ha imposto ai giallorossi di sostenere le spese anche per costruire… la linea della metropolitana che avrebbe collegato lo stadio con Fiumicino. Aeroporto.
Se da anni la Roma cerca una soluzione per la costruzione del suo nuovo stadio, la Fiorentina ha impiegato ancora più tempo per convincere l’amministrazione comunale di Firenze che valeva la pena collaborare. Diego e Andrea Della Valle non hanno mai nascosto che il loro grande sogno è quello di collocare i Viola in uno stadio all’avanguardia, che significherebbe una nuova era non solo per la squadra ma anche per la città in generale. Quest’era è finalmente finita, almeno in teoria, non è passato molto tempo da quando le ultime due squadre hanno ricevuto buone notizie.
Il 10 marzo la Fiorentina ha formalizzato l’accordo con l’Amministrazione cittadina, che sosterrà la costruzione di un nuovo stadio con una capienza di 40.000 spettatori. L’area circostante ospiterà 200 camere d’albergo, ristoranti, parchi e altri spazi commerciali, con un investimento complessivo stimato in 420 milioni di euro e Violas inizierà i lavori nella seconda metà del 2019 e sarà completato nel 2021. E a differenza di Roma, a Firenze, il governo, la città ha promesso di contribuire al 100% alla costruzione di una nuova linea metropolitana in modo che l’accesso sia più facile al nuovo palazzo viola.
Per anni Massimo Cellino ha provato a costruire un nuovo stadio per il Cagliari ma non ci è mai riuscito. Di questo diede la colpa al Comune, il Comune diede la colpa all'(allora) presidente e di conseguenza i rossoblù rimasero al Sant Elia, che in parte fu ricostruito. Ma questo non è bastato a Tomas Giulini che ha acquistato le azioni del Cellino e ha promesso due cose: la permanenza in Serie A e la costruzione di un nuovo stadio. Il nuovo stadio, secondo i piani del Cagliari, si chiamerà Sardegna Arena, avrà una capienza di 21mila posti e costerà 55 milioni di euro.
Come annunciato dai diretti interessati, il club metterà a disposizione 10 milioni di euro, l’impresa edile 10 milioni di euro, l’amministrazione comunale la stessa cifra, la banca presterà 19 milioni di euro e i restanti 6 arriveranno dagli sponsor. I lavori, se tutto andrà bene, inizieranno nel 2018 e i rossoblu entreranno nel nuovo stadio nel 2020.
La grande sorpresa è arrivata dall’Empoli, che si prepara anche lui a entrare in una nuova era, con la speranza che questo possa incidere sull’aumento dei suoi introiti affinché possa stabilizzarsi nelle sale del Calcio. Due settimane fa, il 29 aprile, la comunità toscana ha presentato il progetto per il nuovo Carlo Castellani che, come ha detto il sindaco Brenda Barnini, segnerà una “rivoluzione aperta”. Secondo il progetto presentato, il nuovo stadio ospiterà 20.266 spettatori, costerà 25 milioni di euro, di cui il club spenderà almeno il 20%. Di Carlo Castellani rimane solo la pedana della Maratona e da lì verranno realizzati i due ferri di cavallo e la pedana centrale, per una superficie totale che raggiungerà i 32.750 metri quadrati e 120 posti per i giornalisti e 20 suite. L’obiettivo di Empoli e dell’amministrazione cittadina è quello di completare i lavori entro il 2020, anno in cui il gruppo festeggerà i 100 anni dalla fondazione.

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