Rifugiati: allarmi premonitori a Lampedusa – Politica

Lampedusa d’estate, questo è l’indicatore. Per anni, l’Italia ha sempre guardato alla piccola isola, il suo avamposto più meridionale, a metà anno per vedere quanto è grande questa volta l’ondata migratoria. Poi i mari sulla rotta del Mediterraneo centrale sono spesso calmi, e d’altra parte, soprattutto nei paesi vicini di Libia e Tunisia, la gente si dirige verso l’Europa. Accadde così che in quel momento una chiatta di emergenza con profughi stanchi sbarcò a Lampedusa, mentre i turisti prendevano il sole su una spiaggia vicina. Tutto il tumulto interiore in un’unica immagine iconica.

Giornale La Stampa il titolo di questa settimana: “L’allarme Lampedusa”. Ma è ancora solo un’idea di cosa potrebbe accadere se le drammatiche previsioni di carestia e miseria in Africa potessero portare a movimenti migratori molto più grandi. L’hotspot di Lampedusa, come viene chiamato il centro di detenzione, è quasi pieno, ma di solito i migranti vengono portati in Sicilia se non c’è abbastanza spazio. Filippo Mannino, il nuovo sindaco dell’isola, ha detto questa settimana che non è stato poi così male: “Inoltre non è giusto parlare sempre di emergenze, si usa il termine per prendere in giro le persone”. Se un’emergenza dura anni, non è più un’emergenza. In Europa, alla fine, dovrebbe esserci un accordo vincolante su come i migranti in arrivo nei paesi a sud dell’Unione saranno distribuiti più rapidamente ai paesi partner in futuro.

Mannino ha 39 anni, assicuratore, e si candida a sindaco all’anagrafe cittadina. È sostenuto da fazioni di estrema destra, inclusa la Lega populista di destra. Personalmente, ha detto, era vicino ai Cinque Stelle. Da un lato, ora farà in modo che il primo governo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, “Conte I” da giugno 2018 ad agosto 2019, si ripeta su piccola scala – a Lampedusa. Certo, doveva essere uno scherzo, ma tutti gli italiani ricordano ancora l’ora. Durante “Conte I”, con Matteo Salvini della Lega come ministro dell’Interno, l’Italia ha chiuso per settimane i porti meridionali per impedire l’attracco delle navi private di soccorso marittimo. Salvini è ancora oggi in tribunale.

Reazione a catena, a cominciare dalla guerra di Putin

Se i flussi migratori aumenteranno ancora in modo significativo, la Lega avrà un altro tema di parata. Il postfascista Fratelli d’Italia, di recente il partito più forte del Paese secondo i sondaggi d’opinione, regolerebbe volentieri politicamente le migrazioni: sono l’unica opposizione nel Paese. Il prossimo anno in Italia si terranno le elezioni parlamentari. Quindi dobbiamo presumere che la guerra di Vladimir Putin e il blocco delle spedizioni di grano dall’Ucraina influenzeranno anche i flussi politici in Europa in una reazione a catena. Deve essere nell’interesse del presidente russo.

Il governo italiano ha poi messo in guardia costantemente. Il premier Mario Draghi ha detto qualche giorno fa al vertice del G-7 a Schloss Elmau che bisogna fare di tutto per evitare che i populisti riacquistino le forze. Intende principalmente il contenimento dei prezzi dell’energia, che causa problemi ai cittadini, conseguenza anche della guerra in Ucraina. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha allargato la sua visione del mondo e ha parlato della “gravissima crisi umanitaria” che incombe. Lo si vede dal numero di immigrati in arrivo: il numero di persone provenienti da paesi che ottengono il grano dall’Ucraina: Bangladesh, Egitto e Tunisia sembrano in forte aumento.

Il ministero della Lamorgese aggiorna le statistiche quasi quotidianamente e le cifre sono visibili a tutti. Da inizio anno sono 27.633 i migranti arrivati ​​in Italia finora. Nello stesso periodo del 2021 erano 20.855, l’anno precedente 7.202. Per fare un confronto: nel corso del 2016, 181.500 persone sono fuggite in Italia via mare, per lo più in estate, con scalo a Lampedusa.

Basilio Montalto

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