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Era stato presentato in pompa magna e doveva servire a convincere vecchi e giovani che sì, ancora una parvenza di sinistra c’era, che era rimasto qualcosa, che una speranza esisteva ancora per gli ideali e gli idealisti che credevano non vi fosse proprio più posto, per loro, nel Pd.Si è visto un altro film, però, dal finale scontato e dalla trama poco avvincente, essendo il regista – il governo Renzi – per definizione monotono e ripetitivo. Le due mozioni votate ieri (NCD e PD) andavano in una direzione del tutto opposta rispetto all’effettivo riconoscimento dello Stato di Palestina e certo serviva una buona dose di coraggio per esultare di fronte ad un nulla di fatto mascherato da vittoria storica, un raggiro bello e buono perpetrato attraverso un artifizio retorico vecchia scuola. Doveva essere ed è stato così, non c’è stato alcun riconoscimento dello Stato di Palestina e a confermarlo è la stessa nota diffusa in queste ore dall’ambasciata di Israele che, con una tempistica politica perfetta, si congratula con la scelta del governo italiano circa la volontà espressa di non riconoscere lo Stato palestinese. Noi avevamo presentato una mozione molto chiara e che stabiliva in modo netto e senza possibilità di appello la legittimazione dello stato della Palestina ed il diritto di esistere del suo popolo ma è stata respinta, come del resto non è stata accolta quella di SEL. Da 67 anni i palestinesi attendono di essere legittimati e con ogni probabilità l’attesa si protrarrà ancora a lungo. Cuperlo, Civati, Fassina e pure Bersani inizino a metabolizzare il lutto. Il PD non è un partito di sinistra.