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Buona domenica,

con questo secondo post spero di poter mettere un punto alla polemica sorta intorno ai miei titoli accademici ed alla loro presunta invalidità/inesistenza, con l’auspicio di poter usare questo spazio, d’ora in poi, per comunicare ai cittadini lo stato d’avanzamento dei lavori parlamentari.

Allego in calce 1) copia e traduzione di un attestato di frequenza, nel quale la mia tutor di allora alla University of Alabama in Huntsville mette nero su bianco la durata del corso, il numero di esami sostenuti e gli accreditamenti dell’ateneo e, 2)  una dichiarazione della commissione Fulbright sulla sostanziale equivalenza di un BA degree e di una laura di primo livello.

Dovrebbe essere ora evidente che il mio corso di laurea alla UAH fosse articolato in più anni, quattro per l’esattezza. Che poi io l’abbia concluso in tre, spero possa deporre a mio favore, con buona pace di tutti i detrattori.

Ma sul sito della UAH c’è scritto che il tuo corso dura 63 ore, come è possibile?

Dunque, sia negli US che in Italia è in vigore un sistema basato sui crediti universitari, solo che mentre da noi sono detti CFU (appunto crediti formativi universitari) in America si chiamano credit hours, hours, o credits e, così come i CFU, sono indice della mole di studio/lezioni necessaria al completamento di un singolo corso. Quelle 63 ore, dunque, non possono essere intese come 63 ore reali di lezione, quanto come i crediti assegnati al cosiddetto major, cioè l’insieme dei corsi obbligatori nel mio percorso di studi, ossia quelli elencati sulla pagina del curriculum da me seguito (FLIT, foreign language and international trade), cui vanno però aggiunti i corsi elettivi, che lo studente sceglie autonomamente all’interno dell’offerta didattica dell’ateneo. Sarebbero bastati, ad ogni modo, l’apostilla del consolato di Miami ed il fatto che l’università di Roma 3 mi abbia ammesso alla magistrale per confermare l’esistenza e la validità del titolo.

Chiarito questo primo aspetto, la questione del master e della laurea magistrale in Italia dovrebbe, almeno mi auguro, apparire abbastanza chiaramente per quello che è: niente più che il normale proseguimento della mia istruzione. Quanto al corso estivo della LSE a Pechino, non sono certo stata io a definirlo master, e per accertarsene basta consultare il mio profilo sul blog beppegrillo.it.

Da parte mia, in alcun luogo sono stati pubblicati titoli diversi da quelli in mio possesso: se alcuni giornalisti pretendono di lavorare utilizzando Wikipedia come fonte, probabilmente esiste un problema deontologico che però lascio agli organi disciplinari della categoria. È evidente che chiunque possa modificare, in qualsiasi momento e senza moderazione immediata, una pagina dell’enciclopedia online. Inoltre, nel caso specifico della pagina a me dedicata, che non ho creato né amministro, è la stessa Wikipedia a far presente al lettore l’incertezza delle fonti.

Era doveroso che io fornissi delle spiegazioni a chi lecitamente le domandava, sentendo tradita la propria fiducia e lo spirito di trasparenza del M5S, e vi aggiungo le mie scuse per non poter esser stata più tempestiva.

M.G.
Maier2Grande, Marta 1_ITADICHIARAZIONE MARTA GRANDE

 

Rettifica di Libero del 27/04/2013
Rettifica di Libero del 27/04/2013

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