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Oggi alla Camera dei Deputati abbiamo votato una mozione unitaria sulle iniziative a favore delle vittime dell’amianto, le mozioni dei vari gruppi parlamentari sono state unificate in un singolo testo, chiaro segnale dell’importanza di questa tematica a livello nazionale.
E’ importante rilevare che ogni anno in Italia 3000 persone muoiono a causa dell amianto. Da studi medici sui casi di malattia e di decesso si evidenzia come il 69,8% delle persone colpite da malattia amianto-correlata presenta una esposizione professionale, il 4,5% familiare, il 4,7% ambientale. Tutte queste vittime sarebbero state evitate , anche e soprattutto dopo la messa al bando dell’amianto nel 1992, eppure, evidentemente qualcosa non ha funzionato nonostante le normative poste in essere nel corso degli anni.
Cosa abbia ottenuto con questa mozione? Abbiamo impegnato il Governo ad un programma dettagliato di censimento, bonifica e smaltimento dei materiali contaminati tramite i Piani Regionali Amianto. Siamo anche riusciti ad approvare definitivamente il Piano Nazionale Amianto e ad incrementare le risorse assegnate al Fondo vittime per l’amianto e a rivedere l’attuale correlata legge pensionistica.
In aggiunta  con la mozione vengono estese le prestazioni del Fondo non solo a coloro i quali abbiano contratto una patologia amianto-correlata per esposizione diretta professionale ma anche ai familiari delle vittime o a chi, pur non lavorando direttamente con l’amianto è stato esposto contraendo poi la patologia.
Rilevante inoltre è il risultato  che a livello internazionale verranno intraprese azioni iniziative per escludere dal saldo finanziario, rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, le spese per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica dell’amianto.
Infine, ma non meno importante si è scelto di avviare un’intesa con le regioni e le province autonome per concordare le modalità di regolamentazione delle “micro raccolte di amianto” anche con il coinvolgimento delle aziende municipalizzate locali di raccolta rifiuti e ad individuare in ogni regione dei siti di discarica del materiale rimosso, a tal fine individuando siti idonei allo smaltimento.
Questo ultimo percorso fissato nella mozione  potrebbe essere un valido strumento per quei Comuni che, come Civitavecchia, hanno necessità di ristrutturare le proprie partecipate. Un periodo di formazione per i lavoratori di HCS potrebbe costituire infatti una valida soluzione, benché parziale, per tamponare nel breve/ medio periodo i problemi dell’azienda costruendo, anche in prospettiva futura una alternativa produttiva efficace che permetterebbe al contempo risparmi significativi per le casse dei Comuni interessati.