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Quando si parla di cattiva politica spesso si incappa nell’errore di sottrarsi ad ogni necessità di giudizio e di auto-critica, partendo dall’assunto che qualcuno -nel nostro interesse e al di sopra di noi- votato dagli elettori o magari delegato dagli stessi politici in virtù di presunte ed indiscutibili competenze tecniche, possa, anzi debba agire unicamente nel nostro interesse (quando dico nostro, alludo alle necessità dei vari territori, i quali non possono più soccombere rispetto alle esigenze della causa comune nazionale, come nel caso specifico della provincia nord di Roma, vittima illustre di una mala politica che ha prodotto guasti che non esiterei a definire drammatici).

Purtroppo siamo chiamati ancora una volta ad assistere all’ennesimo volgare ed ingiustificabile tentativo di portare a compimento un progetto disastroso e del tutto evitabile quale la realizzazione della discarica, per la cui collocazione era stato individuato, quale “sito ideale”, il territorio di Allumiere.

A quella decisione scellerata, frutto di un patto semi-segreto tra comune di Roma e governo nazionale, siglato dall’allora sindaco Alemanno e dall’ex ministro della Difesa La Russa, hanno fatto seguito i logici malcontenti non tanto di un singolo piccolo comune quanto piuttosto di una intera area geografica coerente, un territorio diverso, esteso, politicamente rilevante e soprattutto ambientalmente devastato in cui, fra tutte, spicca la nostra martoriata città, afflitta in primis dal tremendo fardello della centrale a carbone.

In verità nessun cittadino dotato di un minimo di acutezza e di buon senso si era lasciato convincere, l’anno scorso, che il rischio della mega discarica fosse realmente scongiurato; così eccoci di nuovo qui, fermi al punto partenza, protagonisti impotenti di un volgare ed ingiustificabile scarica barile il cui esito nefasto ricadrá sul destino del territorio e sempre di più sulla salute delle persone.

Oggi la frantumata, confusa, totalmente priva di credibilità classe politica che ci governa, forse ancor più indebolita dal morbo della crisi di identità, nascosta invano sotto la cortissima coperta del “governo di unità nazionale”, non perde occasione per rimarcare la propria assoluta inadeguatezza ed arroganza, ben palesata nella totale incapacità di risolvere i problemi del cittadino nonostante la sonora batosta ricevuta tanto nel chiuso delle urne quanto sul territorio, tra le piazze, fra la gente.

Il ministero della Difesa, da quanto si apprende, si presta alla collaborazione, offrendo la possibilità di usufruire dei siti di cui dispone perché possa risolversi l’annoso problema della “monnezza” capitolina. Ecco come: realizzazione di un mega impianto di compostaggio (di cui, come detto sopra e sebbene non esplicitamente citato, si sarebbe già individuato il sito all’interno del comune di Allumiere) con la vantaggiosissima conseguenza di riconvertire i gruppi attualmente inutilizzati delle centrali e che in men che non si dica verranno adibiti a bruciare CDR e CSS prodotti in quantità più che abbondanti.

Mi duole dover prendere atto di quanto il ministro Mauro difetti di sensibilità quanto e più dello stesso suo predecessore La Russa, anche alla luce delle recenti ed assai poco popolari decisioni varate dal governo.

Dopotutto non serve neppure una mente troppo illuminata per comprendere quanto i territori siano il prodotto ed il tesoro delle comunità, della collettività, della società civile, perché un territorio deve necessariamente essere lo specchio di un popolo e della sua storia, che, vogliamo credere, meriti una rappresentanza più degna di in immondezzaio a cielo aperto.
Sappiano, i cosiddetti poteri forti, con buona pace di quanti, rispetto a questa battaglia, hanno anticipatamente deposto le armi, che, così come la lotta non comincia da oggi, certamente le comunità locali non saranno disposte, da domani in poi, a “deporre le armi” ne a compiere alcun passo da gambero, perchè un passo indietro, da queste parti, è un lusso che non possiamo più permetterci.