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Non posso che essere d’accordo con le recenti dichiarazioni dell’on. Tidei in merito alla realizzazione della tratta stradale “Civitavecchia-Orte”, poiché, se un rappresentante istituzionale tentasse di impedire lo sviluppo economico del proprio territorio, meriterebbe senza dubbio di essere messo alla berlina.
Peccato, però, che i fatti siano assai diversi da come li descrive la deputata locale del PD, innanzi tutto perché la sottoscritta, in prima persona, non ha presentato la mozione in questione (di cui è prima firmataria la cittadina portavoce Arianna Spessotto) ma soprattutto perché non compare, in nessun punto del testo, la volontà di bloccare la realizzazione del raccordo infrastrutturale che interessa il nostro territorio, proprio perché la suddetta mozione non accenna affatto al tratto di strada “Civitavecchia-Orte”, bensì, come specificato all’inizio, si concentra esclusivamente sulla tratta E45-E55 (cioè la Orte-Mestre).
Certo, nel testo è presente la dicitura “Civitavecchia-Orte-Mestre” ma in modo del tutto convenzionale, infatti all’interno compaiono tutte le specifiche del caso, sarebbe stato sufficiente limitarsi a leggere prima di trarre conclusioni avventate o formulare accuse prive di fondamento.
Come avremmo potuto, infatti, parlare di futuro impatto ambientale facendo riferimento ad un tratto stradale già quasi totalmente ultimato?

Piuttosto, da parte nostra, si è palesata la volontà di voler far luce sulla realizzazione di una autostrada che “costituisce una delle opere più grandi e impattanti previste nella legge obiettivo: copre una tratta di circa 396 chilometri, attraverso cinque regioni (Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Veneto), 11 province e 48 comuni e necessita di 139 chilometri di ponti e viadotti, 64 chilometri di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli, 2 barriere di esazione e 15 aree di servizio”.

Ci sembra perciò doveroso ravvisare che qualcun altro – di cui comunque non vogliamo discutere la buona fede – e non certo il M5S sia confuso al punto tale di capovolgere il significato della nostra mozione tentando, oltretutto, di creare un fuorviante parallelismo tra lo sviluppo del porto, l’economia locale e l’eventuale ingresso di Civitavecchia nell’Area Metropolitana.